Feste e tradizioni maglianesi

FESTA DELLA MADONNA E DI SAN VITO MARTIRE

La festa è dedicata ai Santi Protettori di Magliano, Maria Bambina e San Vito Martire.
La tradizione vuole che venga celebrata l'8 settembre (e giorni successivi), in ricordo del ritrovamento di un antico affresco della Madonna.
Si narra, infatti, che il giorno 8 settembre di un anno imprecisato di circa la metà del Seicento, nella località denominata “Bosco” distante circa 1 Km dall'abitato di Magliano, un contadino rinvenne un'antica immagine di Madonna col Bambino, affresco della scuola basiliana.
Sul luogo del ritrovamento fu costruita una cappella dedicata alla Natività di Maria perché il rinvenimento del dipinto era avvenuto nel giorno in cui la Chiesa celebra la nascita della Madonna e protettrice di Magliano fu proclamata Maria SS.ma Bambina.
La festa dedicata ai Santi Patroni è una manifestazione che ha sempre visto grande coinvolgimento e devozione dei residenti. La numerosa presenza di fedeli devoti in preghiera durante la veglia mariana notturna è una concreta testimonianza del senso religioso che da sempre anima la comunità di Magliano.
La festa si apre con la tradizionale processione per il trasporto dei simulacri dei santi dalla vecchia Chiesa Matrice alla Cappella del Bosco, dove rimangono esposti per l'adorazione tutta la notte e sino al pomeriggio del giorno successivo.
Dopo la Processione e la Messa, si svolge nell'ampio spazio prospiciente la cappella, la “Sagra te la friseddra ‘ncapunata”, che viene distribuita gratuitamente ai partecipanti.
Il giorno successivo ha luogo una sorta di festa campestre: in mattinata vengono celebrate le Messe nella cappella; nel pomeriggio si può assistere alle gare sportive, seguite dalla tradizionale “cuccagna”, che si svolgono in campagna nello spazio antistante la chiesetta.
Le statue dei Santi vengono poi riportate in paese, dove viene celebrata la Messa, seguita dall'esibizione di un complesso musicale.
Nel terzo giorno i festeggiamenti si svolgono in paese: in mattinata ha luogo la tradizionale benedizione degli autoveicoli e motoveicoli e in serata l'esibizione di un gruppo bandistico.

 

FESTA DI SANT'ANTONIO ABATE

Il 17 gennaio hanno luogo a Magliano i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, noto come il Santo Protettore degli animali.

CENNI BIOGRAFICI

Del monaco più illustre della Chiesa antica, morto ultra centenario (250-356), ci è pervenuto uno dei più begli esempi di biografia. Ne è autore S. Atanasio, che di Antonio era amico e zelante discepolo. Il biografo non ha trascurato alcun particolare che potesse illuminare sulla personalità, le abitudini, il carattere, le opere e il pensiero del caposcuola del monachesimo. Nato a Come nel cuore dell'Egitto, a vent'anni Antonio aveva abbandonato ogni cosa per seguire alla lettera il consiglio di Gesù: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai...". Si rifugiò dapprima in una plaga deserta e inospitale tra antiche tombe abbandonate e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse per ottant'anni vita di anacoreta. L'esperienza del "deserto", in senso reale o figurato, è ormai un metodo di vita ascetica, fatto di austerità, di sacrificio e di estrema solitudine: S. Antonio, se non l'iniziatore, ne fu l'esempio più insigne e stimolante. Infatti, pur non avendo redatto alcuna regola di vita monastica o aver incoraggiato altri a seguirlo nel deserto, Antonio esercitò un grande influsso dapprima tra i suoi conterranei, e poi in tutta la Chiesa. Il richiamo della sua straordinaria avventura spirituale, pur in assenza dei mass media e delle rapide comunicazioni moderne, si propagò a tal punto che da tutto l'Oriente monaci, pellegrini, sacerdoti, vescovi, e anche infermi e bisognosi, accorrevano a lui per ricevere consigli o conforto. Lo stesso Costantino e i suoi figli si mantennero in contatto con il santo anacoreta. Pur prediligendo la solitudine e il silenzio, Antonio non si sottrasse ai suoi obblighi di cristiano impegnato a riversare sugli altri i doni con cui Dio aveva ricolmato la sua anima: due volte egli lasciò il suo eremitaggio per recarsi ad Alessandria, sapendo che la sua presenza avrebbe infuso coraggio ai cristiani perseguitati da Massimino Daia. La seconda volta vi si recò dietro invito di S. Atanasio, per esortare i cristiani a mantenersi fedeli alla dottrina sancita nel concilio di Nicea (325).
Non è possibile parlare di questo illuminato "contestatore" senza accennare alle tentazioni che turbarono la sua solitudine nel deserto e che fornirono a pittori come Domenico Morelli il pretesto per ritrarlo tra donne procaci: S. Antonio fu infatti bersaglio di molteplici tentazioni del maligno che gli appariva sotto sembianze angeliche, umane e bestiali. Questo santo umanissimo, pur nell'austera immagine dell'anacoreta, è veneratissimo come protettore degli animali domestici, umile ruolo che lo rende tuttora popolare ed amato.
Le notizie biografiche sono tratte dal portale www.santiebeati.it

I FESTEGGIAMENTI

I festeggiamenti, organizzati con la collaborazione di volontari, sono preceduti dalla preparazione del falò, la cosiddetta “fòcara”, costruita con fascine di legna ammucchiate donate dai fedeli, ricavate dai tralci delle viti provenienti dallo scarto della potatura dei vigneti.
Nel pomeriggio del giorno di festa si svolge nello spazio antistante la cappella dedicata al Santo la tradizionale benedizione degli animali, cui segue la processione per le vie del paese.
In serata, dopo le celebrazioni religiose, ha luogo l'accensione del falò, accompagnata dallo sparo dei fuochi d'artificio e dalla distribuzione gratuita delle “pucce”.

 

“LE QUARANTORE”

Le Quarantore sono una pratica religiosa consistente nell'esposizione e adorazione del Santissimo Sacramento per un determinato periodo di tempo, solitamente quaranta ore, in ricordo della permanenza del Corpo di Gesù nel Sepolcro.
A Magliano si celebrano in forma solenne da circa un secolo e il grande senso di devozione che da sempre anima lo spirito dei residenti in occasione dell'evento, si tramanda di generazione in generazione. Rappresentano, quindi, una testimonianza concreta della religiosità del popolo maglianese e del suo amore per le tradizioni.
Le Quarantore hanno luogo, come da consuetudine, la domenica, il lunedì e il martedì antecedenti la domenica delle Palme e, nonostante non siano accompagnate da festeggiamenti civili, richiamano moltitudini di devoti residenti nei paesi del vicinato.
Le celebrazioni sono le più varie e vanno dalle Messe per l'esposizione dell'Eucaristia ai turni di adorazione da parte dei singoli fedeli, dei gruppi ecclesiali parrocchiali e dei ragazzi delle scuole; dalle recite del Rosario, ai canti dei Vespri e alle Prediche.

 

IL CARNEVALE MAGLIANESE

Magliano vanta una lunga tradizione del Carnevale che ha costituito, nel corso degli anni, fattore di aggregazione sociale e culturale.
L'organizzazione della manifestazione, curata dalla locale sezione A.V.I.S., da sempre anima lo spirito dei residenti, che partecipano numerosi e si distinguono per creatività ed originalità.
La tradizionale sfilata, cui prendono parte i singoli, i gruppi, le scuole, le associazioni, ha luogo, come da consuetudine, l'ultima Domenica di Carnevale e coinvolge anche i residenti nei comuni limitrofi.
Le maschere e i gruppi si radunano in Piazza Vittorio Emanuele e sfilano per le strade del paese. Dopo aver percorso le principali vie giungono in Piazza degli Eroi dove, in un tripudio di colori e suoni, si può assistere alle danze, agli scherzi più divertenti e alla premiazione delle maschere e dei gruppi più suggestivi, in un'atmosfera di meraviglia ed entusiasmo generali.

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